Venezia

  • Le Alchimie nascono nel 1995. Il genere di musica che proponiamo è caratterizzato da suoni e suggestioni che rimandano fortemente all'area mediterranea; ricca di riverberi ed echi in modo da creare un ambiente caldo e coinvolgente, la nostra musica è influenzata da suoni e colori multietnici che, direttamente o indirettamente ci pongono in contatto con le culture altre, soprattutto oggi che la musica è divenuta un mezzo di comunicazione importante. Il nostro obiettivo è quello di creare suggestioni, le stesse che ci hanno aiutato in fase di composizione . 
    Le Alchimie Mediterranee hanno collaborato alla realizzazione della colonna sonora del film "40% le mani libere del destino" di R. Jacopino del 2010 con Africa Unite, Modena City Ramblers ed altri gruppi di rilevanza nazionale. Abbiamo inoltre partecipato a tour importanti come apertura concerti per Revolutionary Dub Warriors , Zion Train, Mellow Mood e festivals di rilevanza internazionale come il Rototom Sunsplash (2007-2010), Festa della musica M.te S.Giacomo (2011 & 2014), Tavagnasco Rock (2012 & 2106) e Balla coi Cinghiali (2011). 

     

  • Le Alchimie nascono nel 1995. Il genere di musica che proponiamo è caratterizzato da suoni e suggestioni che rimandano fortemente all'area mediterranea; ricca di riverberi ed echi in modo da creare un ambiente caldo e coinvolgente, la nostra musica è influenzata da suoni e colori multietnici che, direttamente o indirettamente ci pongono in contatto con le culture altre, soprattutto oggi che la musica è divenuta un mezzo di comunicazione importante. Il nostro obiettivo è quello di creare suggestioni, le stesse che ci hanno aiutato in fase di composizione . 
    Le Alchimie Mediterranee hanno collaborato alla realizzazione della colonna sonora del film "40% le mani libere del destino" di R. Jacopino del 2010 con Africa Unite, Modena City Ramblers ed altri gruppi di rilevanza nazionale. Abbiamo inoltre partecipato a tour importanti come apertura concerti per Revolutionary Dub Warriors , Zion Train, Mellow Mood e festivals di rilevanza internazionale come il Rototom Sunsplash (2007-2010), Festa della musica M.te S.Giacomo (2011 & 2014), Tavagnasco Rock (2012 & 2106) e Balla coi Cinghiali (2011). 

     

  • Il nome della band fa riferimento al fatto che nei branchi delle scimmie Bonobo, i Pharmakos sono esemplari svantaggiati per capacità fisiche o intellettive.

    Il nostro gruppo è composto da individui non meno disadattati, ed è emerso dalla putridalaguna veneziana tra il 2009 e il 2010.

    Ci siamo formati inizialmente con l’intento di suonare musica ska, ma ci siamo accorti ben presto di non essere in grado di rimanere nello stesso genere per più di un minuto; e quindi abbiamo deciso di dare ascolto a questo impulso viscerale e abbiamo cominciato a viaggiare fra le influenze più diverse, per lo più provenienti da aree del mondo svantaggiate quali Giamaica, Argentina, Cile, Brasile e Porto Marghera. Il risultato è una musica poliedrica e che unisce reggae, dub, samba, ska, dancehall, salsa, funk e qualsiasi cosa passi per le nostre onnivore orecchie. Siamo versatili anche dal punto di vista linguistico; con ammirevole destrezza padroneggiamo italiano, veneziano, spagnolo, inglese e patois, tutti talmente male da rendere difficile distinguerli. Dalla nascita della band ad oggi, nelle fila dei Pharmakos hanno militato un miriade di giovani musicisti veneziani. Una formazione stabile si è creata a partire dal 2010 fino adadesso, periodo in cui ci troviamo in una fase di assestamento. Il 2010 per noi è stato un anno molto importante, in quanto abbiamo iniziato a lavorare alla composizione di brani originali. L’ingombrante presenza scenica di 9 musicisti, oltre al nostro aspetto aberrante, ci ha sempre reso un’attrazione fra le più amate dal pubblico di ogni specie nonché la peggiore sfiga di ogni fonico. Abbiamo al nostro attivo un demo, All Original Style Massive International of Skamba, e un album,” Pan Paniscus”, registrato tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 uscito da poco (27/10/14) con Maninalto!Records. Fra le nostre gesta dal vivo più importanti vogliamo ricordare la partecipazione alle edizioni 2012 e 2013 del Venice Sunsplash, in compagnia di Mellow Mood, Mr. Vegas, Busy Signal, Lion D & Jah Sun; la partecipazione, nel 2012 e 2013, al Wintersplash, L’apertura del concerto de La Pegatina a Forte Marghera durante lo Scarpe Rotte Festival nell’Aprile 2013, L’apertura del concerto de La Pegatina a Forte Marghera durante lo Scarpe Rotte Festival nell’Aprile 2013 e la vittoria dei contest Mestre Growing e MusicBox nel 2012. Inoltre in un brano di “Pan Paniscus” (New Five Reggae Style), abbiamo collaborato con la star del reggae veneziano GialloMan.

     

  • Il nome della band fa riferimento al fatto che nei branchi delle scimmie Bonobo, i Pharmakos sono esemplari svantaggiati per capacità fisiche o intellettive.

    Il nostro gruppo è composto da individui non meno disadattati, ed è emerso dalla putridalaguna veneziana tra il 2009 e il 2010.

    Ci siamo formati inizialmente con l’intento di suonare musica ska, ma ci siamo accorti ben presto di non essere in grado di rimanere nello stesso genere per più di un minuto; e quindi abbiamo deciso di dare ascolto a questo impulso viscerale e abbiamo cominciato a viaggiare fra le influenze più diverse, per lo più provenienti da aree del mondo svantaggiate quali Giamaica, Argentina, Cile, Brasile e Porto Marghera. Il risultato è una musica poliedrica e che unisce reggae, dub, samba, ska, dancehall, salsa, funk e qualsiasi cosa passi per le nostre onnivore orecchie. Siamo versatili anche dal punto di vista linguistico; con ammirevole destrezza padroneggiamo italiano, veneziano, spagnolo, inglese e patois, tutti talmente male da rendere difficile distinguerli. Dalla nascita della band ad oggi, nelle fila dei Pharmakos hanno militato un miriade di giovani musicisti veneziani. Una formazione stabile si è creata a partire dal 2010 fino adadesso, periodo in cui ci troviamo in una fase di assestamento. Il 2010 per noi è stato un anno molto importante, in quanto abbiamo iniziato a lavorare alla composizione di brani originali. L’ingombrante presenza scenica di 9 musicisti, oltre al nostro aspetto aberrante, ci ha sempre reso un’attrazione fra le più amate dal pubblico di ogni specie nonché la peggiore sfiga di ogni fonico. Abbiamo al nostro attivo un demo, All Original Style Massive International of Skamba, e un album,” Pan Paniscus”, registrato tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 uscito da poco (27/10/14) con Maninalto!Records. Fra le nostre gesta dal vivo più importanti vogliamo ricordare la partecipazione alle edizioni 2012 e 2013 del Venice Sunsplash, in compagnia di Mellow Mood, Mr. Vegas, Busy Signal, Lion D & Jah Sun; la partecipazione, nel 2012 e 2013, al Wintersplash, L’apertura del concerto de La Pegatina a Forte Marghera durante lo Scarpe Rotte Festival nell’Aprile 2013, L’apertura del concerto de La Pegatina a Forte Marghera durante lo Scarpe Rotte Festival nell’Aprile 2013 e la vittoria dei contest Mestre Growing e MusicBox nel 2012. Inoltre in un brano di “Pan Paniscus” (New Five Reggae Style), abbiamo collaborato con la star del reggae veneziano GialloMan.

     

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    I Rusty Rockerz nascono nel Gennaio del 2013 dalle ceneri di un’altra reggae band nota con il nome “Yellow Pap”. Il primo gruppo nacque tre o quattro anni prima dalla voglia di quattro amici di esplorare le sonorità reggae con totale e s e l v a g g i a i n c o s c i e n z a . Incoscienza talmente forte che nessuno si aspettava che la band si sarebbe mai esibita i n p u b b l i c o . M a c i sbagliavamo. Ci fu una rapida ascesa ad un successo pressoché locale. Tale successo fu in ogni caso dovuto soprattutto a questo atteggiamento che potremo definire “punk”. Parecchia noncuranza, voglia di fare festa più che di suonare, poca coscienza dei pezzi prodotti a cui si aggiunse anche una sorta di tacita superbia a seguito di quel poco successo raggiunto. I pezzi funzionavano parecchio ed è strano perché molto spesso nascevano dalla voglia di sperimentare particolari suoni o determinati arrangiamenti piuttosto che dall’ispirazione di comporre belle canzoni. Questo atteggiamento fu causa di vita e successivamente di morte della band. A fine 2012 infatti, gli Yellow Pap si sciolsero. Dopo vani tentativi di rimettere in piedi la band, mesi senza prove ed un’estate priva di concerti era ormai per tutti palese che gli Yellow Pap erano arrivati al capolinea, anche se nessuno aveva il coraggio di ammetterlo.Non ci fu infatti uno scioglimento ufficiale bensì la nuova band nascente subentrò semplicemente ad un’ormai moribonda realtà che non era più in grado di andare da nessuna parte.

    Quelli rimarranno in ogni caso anni indimenticabili, in cui vivemmo un sogno senza dover sporcarci più di tanto le mani, in cui probabilmente il successo che stava avendo il reggae in quel periodo nelVeneto - Friuli fu per noi un’agevolazione consistente. Gli Yellow Pap furono per tutti noi una sorta di trampolino di lancio personale, chi vi partecipò infatti ebbe modo di esplorare il panorama circostante da prospettive diverse: chi cominciò a fare il selecta alle feste, chi suonò con altri gruppi reggae, chi mise su una web radio e chi intraprese particolari progetti non legati strettamente a questo genere. Esperienze formative importanti, valide situazioni per arrotondare, emozioni forti ma in fondo, nel nostro intimo artistico più sincero qualcosa mancava, qualcosa che solo una band sa darti, che solo la tua band sa darti. Questi sentimenti portarono tre degli originali membri della band a prendere una decisione. Inizialmente si voleva “restaurare” il progetto Yellow Pap collaborando nuovamente con la prima cantante della band ovvero Irina Clementi, ma successivamente ci si rese conto che era il tempo di scelte audaci e nuovo impegno. Per questo motivo fu deciso di iniziare un nuovo cammino. Di fare un coraggioso taglio con il passato, rimescolare le carte e giocare una nuova partita. La nuova formazione aveva due comuni denominatori con il precedente progetto: Ayeye alla chitarra e Jonny alla batteria. Elia De Toni fu invece spostato dal basso al microfono e questo determinò la scelta di uno stile reggae più incline alle sonorità dancehall e raggamuffin. A completare la formazione troviamo Elia Turchetto al basso e Gino alle tastiere. Le prove iniziarono a fine 2012, infatti come detto sopra le prove della band nascente ebbero luogo per minimo due mesi in concomitanza all’ancora esistente seppure inattivo, progetto Yellow Pap. I principi guida del nuovo progetto erano di impegno, serietà, rinnovato interesse, sincerità e trasparenza tanto che si decise che per un anno intero ci saremo chiusi in sala prove fino al momento in cui avremo ottenuto il suono desiderato per esordire. Ma le grosse aspettative furono tradite. Il progetto non decollò con quell’energia che tutti pensavano, quella voglia di fare che caratterizza le band neonate ed anzi molti furono i problemi, i dubbi, le paure e a volte pure le delusioni. Forse perché in realtà non eravamo nulla di nuovo, forse perché i nostri progetti paralleli costituivano ancora una grossa fetta delle nostre priorità o forse perché ci aspettavamo che le cose sarebbero state più facili. Quell’anno ci fu una sola data che ancor oggi consideriamo il nostro “beta-test”. Suonammo in occasione dei concerti studenteschi di Portogruaro, in apertura, mezz’ora. In tale occasione scegliemmo di chiamarci Rusty Rockerz. Non ha un motivo questo nome, scegliemmo fra varie proposte, tutto qui, era quello più Ruff an Tuff! Fu un successo. Un autentico successo. Forse era quello di cui avevamo bisogno. Ci dette molto entusiasmo anche se l’estate alle porte non fece altro che allontanarci anziché essere complice dei nostri progetti. I mesi passarono e pian piano sentivamo di acquisire maggiore sicurezza in noi, nel nostro suono, e nelle nostre capacità e anche se non totalmente convinti decidemmo di organizzare una data al Central Park di Oderzo in occasione del Transistor, evento gestito da Andrea Digati (aka Diga from The Fox). Era marzo e fu una serata indimenticabile. Semplicemente indimenticabile. Dopo quella sera cominciammo a suonare tantissimo, per aver un’idea collezionammo 13 date solamente nel periodo estivo, e se considerate che fu la prima estate il risultato si fa ancora più importante. Finalmente la nostra nuova avventura stava per iniziare. Quell’estate uscì anche Feeling Irie, il primo singolo della neonata band prodotto da Elijah (cantante), disponibile su YouTube e in free download. Vogliamo mantenere quello stile “punk” degli Yellow Pap, quel modo di fare che ci caratterizza ma siamo motivati a dare il meglio di noi stessi e a fare tesoro di tutti gli errori che abbiamo fatto e che faremo consapevoli del fatto che quando si cade a terra è sufficiente rialzarsi.

     

  • I Rusty Rockerz nascono nel Gennaio del 2013 dopo lo scioglimento degli Yellow Pap, reggae band locale in cui erano coinvolti tre degli attuali rusties. Solitamente l’inizio di un progetto è caratterizzato da forte entusiasmo, impegno e voglia di sognare. Per i Rusty Rockerz non fu così. Quando iniziarono le prove infatti c’era ancora chi si portava dentro le macerie che aveva lasciato lo scioglimento del gruppo precedente e chi, invece si trovò catapultato in una nave senza capitano e forse anche senza equipaggio. Una sola cosa metteva d’accordo tutti: riprendere con la reggae music ma dopo un anno chiusi in sala prove per capire cosa volevamo fare. Fu un anno lungo e difficile, con momenti di euforia e altri di scoraggiamento. Malgrado l’anno di clausura si decise in ogni caso di partecipare con mezz’ora di live al concerto delle scuole di Portogruaro per fare una sorta di Beta Test: siamo pronti a stare su un palco? La risposta fu si, il pubblico si divertì e fu entusiasta, ma questo non bastò a dare la svolta. Passò l’estate silenziosamente e arrivò l’inverno. Pian piano, senza accorgercene, ci rendemmo conto che ci stavamo credendo ogni giorno di più. Decidemmo quindi che era ora di uscire dalla sala prove e cercammo occasioni per esibirci. Non fu facile, ma alla fine Andrea Digati aka Diga outta The Fox ci organizzò una serata a Oderzo con Romeo in dj set. Fu un successo e quella data segnò la svolta. Da quel giorno cominciammo a suonare cercando di fare più date possibili. Fu un’estate intensa e che ci mise la voglia di uscire dalla nostra zona per cercare di capire se la nostra musica poteva essere apprezzata anche qualche chilometro più in la. All’inizio della primavera, dopo aver inciso il primo EP autoprodotto “Revive” e aver pubblicato il primo omonimo videoclip ci fu l’incontro con Big Up Events. Di li a poco Big Up Events sarebbe diventato il nostro management e avrebbe cambiato l’estate alle porte.

    Dall’oggi al domani ci trovammo finalmente a fare chilometri per raggiungere palchi fra veneto e friuli collezionando anche una data a Milano Expo 2015. Nella stessa estate pubblicammo il secondo videoclip e singolo “Di Reggae Docta” anche questo diretto da Stefano Vacca. Ora con Big Up Events crediamo in un progetto: #yutzaredafuture; e crediamo di poter portare qualcosa di nuovo con quel sapore che avete sempre sentito nelle vostre orecchie.

     

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    I Rusty Rockerz nascono nel Gennaio del 2013 dalle ceneri di un’altra reggae band nota con il nome “Yellow Pap”. Il primo gruppo nacque tre o quattro anni prima dalla voglia di quattro amici di esplorare le sonorità reggae con totale e s e l v a g g i a i n c o s c i e n z a . Incoscienza talmente forte che nessuno si aspettava che la band si sarebbe mai esibita i n p u b b l i c o . M a c i sbagliavamo. Ci fu una rapida ascesa ad un successo pressoché locale. Tale successo fu in ogni caso dovuto soprattutto a questo atteggiamento che potremo definire “punk”. Parecchia noncuranza, voglia di fare festa più che di suonare, poca coscienza dei pezzi prodotti a cui si aggiunse anche una sorta di tacita superbia a seguito di quel poco successo raggiunto. I pezzi funzionavano parecchio ed è strano perché molto spesso nascevano dalla voglia di sperimentare particolari suoni o determinati arrangiamenti piuttosto che dall’ispirazione di comporre belle canzoni. Questo atteggiamento fu causa di vita e successivamente di morte della band. A fine 2012 infatti, gli Yellow Pap si sciolsero. Dopo vani tentativi di rimettere in piedi la band, mesi senza prove ed un’estate priva di concerti era ormai per tutti palese che gli Yellow Pap erano arrivati al capolinea, anche se nessuno aveva il coraggio di ammetterlo.Non ci fu infatti uno scioglimento ufficiale bensì la nuova band nascente subentrò semplicemente ad un’ormai moribonda realtà che non era più in grado di andare da nessuna parte.

    Quelli rimarranno in ogni caso anni indimenticabili, in cui vivemmo un sogno senza dover sporcarci più di tanto le mani, in cui probabilmente il successo che stava avendo il reggae in quel periodo nelVeneto - Friuli fu per noi un’agevolazione consistente. Gli Yellow Pap furono per tutti noi una sorta di trampolino di lancio personale, chi vi partecipò infatti ebbe modo di esplorare il panorama circostante da prospettive diverse: chi cominciò a fare il selecta alle feste, chi suonò con altri gruppi reggae, chi mise su una web radio e chi intraprese particolari progetti non legati strettamente a questo genere. Esperienze formative importanti, valide situazioni per arrotondare, emozioni forti ma in fondo, nel nostro intimo artistico più sincero qualcosa mancava, qualcosa che solo una band sa darti, che solo la tua band sa darti. Questi sentimenti portarono tre degli originali membri della band a prendere una decisione. Inizialmente si voleva “restaurare” il progetto Yellow Pap collaborando nuovamente con la prima cantante della band ovvero Irina Clementi, ma successivamente ci si rese conto che era il tempo di scelte audaci e nuovo impegno. Per questo motivo fu deciso di iniziare un nuovo cammino. Di fare un coraggioso taglio con il passato, rimescolare le carte e giocare una nuova partita. La nuova formazione aveva due comuni denominatori con il precedente progetto: Ayeye alla chitarra e Jonny alla batteria. Elia De Toni fu invece spostato dal basso al microfono e questo determinò la scelta di uno stile reggae più incline alle sonorità dancehall e raggamuffin. A completare la formazione troviamo Elia Turchetto al basso e Gino alle tastiere. Le prove iniziarono a fine 2012, infatti come detto sopra le prove della band nascente ebbero luogo per minimo due mesi in concomitanza all’ancora esistente seppure inattivo, progetto Yellow Pap. I principi guida del nuovo progetto erano di impegno, serietà, rinnovato interesse, sincerità e trasparenza tanto che si decise che per un anno intero ci saremo chiusi in sala prove fino al momento in cui avremo ottenuto il suono desiderato per esordire. Ma le grosse aspettative furono tradite. Il progetto non decollò con quell’energia che tutti pensavano, quella voglia di fare che caratterizza le band neonate ed anzi molti furono i problemi, i dubbi, le paure e a volte pure le delusioni. Forse perché in realtà non eravamo nulla di nuovo, forse perché i nostri progetti paralleli costituivano ancora una grossa fetta delle nostre priorità o forse perché ci aspettavamo che le cose sarebbero state più facili. Quell’anno ci fu una sola data che ancor oggi consideriamo il nostro “beta-test”. Suonammo in occasione dei concerti studenteschi di Portogruaro, in apertura, mezz’ora. In tale occasione scegliemmo di chiamarci Rusty Rockerz. Non ha un motivo questo nome, scegliemmo fra varie proposte, tutto qui, era quello più Ruff an Tuff! Fu un successo. Un autentico successo. Forse era quello di cui avevamo bisogno. Ci dette molto entusiasmo anche se l’estate alle porte non fece altro che allontanarci anziché essere complice dei nostri progetti. I mesi passarono e pian piano sentivamo di acquisire maggiore sicurezza in noi, nel nostro suono, e nelle nostre capacità e anche se non totalmente convinti decidemmo di organizzare una data al Central Park di Oderzo in occasione del Transistor, evento gestito da Andrea Digati (aka Diga from The Fox). Era marzo e fu una serata indimenticabile. Semplicemente indimenticabile. Dopo quella sera cominciammo a suonare tantissimo, per aver un’idea collezionammo 13 date solamente nel periodo estivo, e se considerate che fu la prima estate il risultato si fa ancora più importante. Finalmente la nostra nuova avventura stava per iniziare. Quell’estate uscì anche Feeling Irie, il primo singolo della neonata band prodotto da Elijah (cantante), disponibile su YouTube e in free download. Vogliamo mantenere quello stile “punk” degli Yellow Pap, quel modo di fare che ci caratterizza ma siamo motivati a dare il meglio di noi stessi e a fare tesoro di tutti gli errori che abbiamo fatto e che faremo consapevoli del fatto che quando si cade a terra è sufficiente rialzarsi.